mercoledì 23 marzo 2016

La rosa rossa - Alexandre Dumas - Recensione

Buon pomeriggio a tutti con una nuova recensione di un libro forse poco conosciuto di Alexandre Dumas: La rosa rossa (1998). Tengo molto a questo piccolo gioiello e sarei felice se altri avessero la possibilità di leggerlo.


Conosciuto già da molti Alexandre Dumas (padre) è noto per i suo capolavori:  Il conte di Montecristo (1844-45), I tre moschettier(1844), Vent'anni dopo (1845). Meno conosciute sono una serie di pubblicazioni tra cui: Un'amazzone (1998), Ascanio (2003), I Cenci (2004),I Borgia (2004), Il grande dizionario di cucina (2004), La marchesa di Ganges (2005), Murat (2005), Maria  Stuarda (2006), Il cavaliere di Sainte-Hermine (2008). Scrittore francese del diciannovesimo secolo, durante la sua vita si avvicina a diversi generi letterari: opere teatrali (movimento romantico francese), dramma storico e romanzo storico (al cui filone appartengono le sue opere più importanti) a cui si avvicina non per formare una conoscenza storica ma per coinvolgere e appassionare il lettore attraverso gli eventi narrati. 


La rosa rossa parla di Marceu, un giovane generale vissuto alla fine del diciottesimo secolo, durante l'insurrezione della Vendea. I vendeani si ribellano alla coscrizione obbligatoria imposta dalla Convenzione e formarono un esercito, l'esercito cattolico monarchico. 
Dopo le prime vittorie, gli insorti subiscono le prime sconfitte finché non vengono annientati definitivamente il 23 dicembre 1794. 

Questo contesto storico, diventa il foglio bianco di Alexandre Duman, figlio di un generale bonapartista, su cui racconterà una storia d'amore tra Blanche, personaggio che prende vita dal modelle reale di Angelique Desmeslier, e il suo generale Marceau.


L'amore scriva la storia anche dove la guerra tenta di cancellarla. 

Dumas, conduce il lettore, con il suo stile incalzante, tra gli eserciti repubblicani, trasportandolo tra sangue e miseria, tra fede e sacrificio, tra potere e tirannia, tra amore e nient'altro che amore. 
Un amore che sboccia impavido su un letto fatto di morte, come una rosa che di rosso conserva il colore del sangue. 

Gli occhi di chi è disposto a sacrificare la propria vita per la patria e per gli ideali vengono colorati dal desiderio di offrire la propria vita alla Vita che impudente sopraggiunge la dove non la cercheresti mai; negli occhi di una donna senza futuro, di una ribelle scampata al suo destino, di una creatura che nelle sua fragilità restituisce la nefandezza e la privazione di ciò che la guerra continua a corrompere.



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